martedì 14 dicembre 2010

ELEMENTI DI VALUTAZIONE DI UN PROGETTO FRANCHISING

Anno di fondazione, trend di crescita, obiettivi futuri (sarà
opportuno confrontare i dati risultanti dal bilancio degli ultimi tre esercizi per valutare la situazione economica e finanziaria del franchisor;
- composizione del management (esperienza, successi, insuccessi e motivi che li hanno causati);
- prendere coscienza dell’attività necessaria per creare profitto: fatturato, margini medi di guadagno, entità complessiva dei costi, investimenti necessari per migliorare
l’esercizio. È bene quindi conoscere anticipatamente i costi cui dovrà far fronte (fatturato medio ipotizzato, numero degli anni necessari per rientrare dall’investimento);
- ciò che riguarda l’acquisto delle merci, l’esclusiva territoriale, qualità dell’assistenza del franchisor, diritto di entrata, regolamentazioni delle condizioni di risoluzione
del rapporto di collaborazione.

Bacino d’utenza: rappresenta il quantitativo di clienti su cui deve poter contare la
nuova attività ed è normalmente quantificato in numero di abitanti.
Conto economico dell’affiliato: prospetto sintetico che dettaglia le principali voci di
costi e ricavi riguardanti l’attività del franchisee. È basato su situazioni standard (es. negozio tipo) e dovrebbe evidenziare sia il punto di pareggio che il periodo di avviamento necessario per andare a regime.
Costi di start up: è l’insieme delle voci di costo che il franchisee deve normalmente sostenere per aprire la sua attività.
Esclusiva d’area: zona geografica all’interno della quale il franchisor garantisce all’affiliato che non vi saranno nuove aperture dello stesso network.
Fee di ingresso o canone di affiliazione o diritto di entrata: somma di denaro che il franchisee deve versare al franchisor per accedere al network (solitamente a fronte
della cessione di beni immateriali quali possono essere il know how, i corsi di formazione, l’utilizzo del marchio l’utilizzo del software).
Format: insieme degli elementi di immagine, contrattuali, economici e commerciali che caratterizzano la proposta della specifica rete di franchising.
Know how: insieme delle conoscenze e dell’esperienza che il franchisor trasferirà al franchisee. E’ qui che si inserisce il manuale operativo, che contiene solitamente anche le
procedure interne alla rete.
Immagine: insieme di tutti gli elementi che compongono l’aspetto esteriore del punto vendita.
Layout: tutti gli elementi riguardanti l’estetica del negozio nel loro insieme.
Minimi di acquisto: il franchisor può imporre all’affiliato dei minimi stagionali di acquisto di merce che verranno fatturati all’affiliato stesso indipendentemente dal fatto che lui venda o meno.
Prospect: persona che è potenzialmente interessata all’affiliazione ad un determinato franchising.
Ritiro dell’invenduto: il franchisor può garantire all’affiliato il ritiro dell’invenduto in maniera totale o parziale; questo spesso avviene mediante il cosiddetto “conto vendita”.
Royalty: somma di denaro, in genere calcolata in percentuale sul fatturato, che l’affiliato
versa periodicamente all’affiliante a fronte della sua permanenza nella rete.
Site location: è l’insieme delle attività che riguarda la localizzazione del punto vendita; studi sul collocamento ideale, attività di ricerca relativamente alla disponibilità di spazi, acquisizione degli spazi stessi.
Unità pilota: punto vendita “tipo” che viene controllato direttamente dall’affiliante e viene utilizzato per sperimentare la validità della “formula” ideata dall’affiliante.
Visual merchandising: modalità di esposizione e proposizione della merce.

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