martedì 14 dicembre 2010
IL FRANCHISING E LA CRISI
Secondo gli ultimi dati elaborati da Assofranchising, l'associazione nazionale che monitora l'intero comparto, e da Confimprese, che presenterà venerdì il proprio studio annuale all'apertura del venticinquesimo Salone del Franchising in programma a Fieramilanocity fino a lunedì 18, in Italia sono quasi novecento le reti attive con almeno tre negozi. Reti che danno lavoro a più di 180mila persone, in prevalenza nei settori del commercio e dei servizi, e che - nonostante la frenata dei consumi - sviluppano un fatturato annuo complessivo che supera i 21 miliardi di euro. «Gli 869 franchisor che operano nel nostro Paese - spiega Graziano Fiorelli, presidente di Assofranchising - hanno superato discretamente il biennio 2008-2009 confermando che il commercio affiliato è un sistema distibutivo che consente di sfruttare al meglio la crescita economica e superare con più facilità le fasi di crisi. E infatti già oggi vediamo i primi raggi di sole che ci fanno ben sperare per il 2010». Segnali di ripresa e aspettative per il futuro che poggiano sui confortanti risultati degli ultimi anni, in cui si è registrata una crescita lenta ma graduale del giro d'affari (+1,7% rispetto al 2008, con un aumento del fatturato di 355 milioni di euro), delle reti presenti (+2%) e dei negozi. Unico dato in leggera controtendenza proprio quello del numero degli occupati, scesi dai 182.908 del 2007 ai 182.215 del 2008 e che si è attestato sui 180.525 dello scorso anno (-0,9%). Un calo degli impiegati considerato "fisiologico" dagli esperti del settore, con in testa l'Osservatorio Permanente sul Franchising, e conseguenza della necessità di snellimento della struttura dei costi dei singoli punti vendita. «Ma nei prossimi mesi assisteremo a una nuova crescita dei posti di lavoro - assicura Bernardino Quattrociocchi, docente di Marketing all'Università la Sapienza di Roma e segretario generale dell'Opf - Da un lato ci sarà ancora una relativa difficoltà per un'occupazione di tipo strutturale, con contratti a medio e lungo termine, mentre registreremo sempre più richieste di prestazioni lavorative part-time, stagionali o a progetto che ripartiranno, e stanno già ripartendo, con la crescita dei consumi».
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